Subwoofer Attivi: LD Systems, dB Technologies o JBL
Introduzione
Quando progetti un impianto audio per eventi live, installazioni fisse o un piccolo studio di produzione, la scelta dei Diffusori Giusti passa quasi sempre attraverso un componente spesso sottovalutato: il subwoofer attivo. Questo elemento, dedicato esclusivamente alla riproduzione delle frequenze più basse dello spettro sonoro, integra un amplificatore proprietario che lo rende autonomo e indipendente da finali di potenza esterni.
In questa guida analizziamo tre subwoofer attivi pensati per contesti d’uso molto diversi tra loro, dal piccolo sistema portatile fino al rig da palco più esigente. Vedremo insieme come potenza, risposta in frequenza e opzioni di crossover incidano concretamente sulla resa sonora e su come integrarli al meglio con il resto dell’impianto.
Subwoofer Attivi in Dettaglio
Come Scegliere il Subwoofer Attivo Giusto
La scelta del subwoofer attivo più adatto dipende principalmente da tre fattori: lo spazio che devi sonorizzare, la portabilità richiesta dal tuo lavoro quotidiano e il tipo di segnale in ingresso che intendi gestire. Un locale piccolo o un evento acustico raccolto non richiedono la stessa potenza di un palco all’aperto con centinaia di persone.
Un altro elemento spesso sottovalutato è la gestione del crossover integrato. Avere questa funzione già a bordo del subwoofer, come accade in tutti e tre i modelli analizzati, ti permette di risparmiare sull’acquisto di un processore digitale esterno e di semplificare il collegamento con i diffusori satellite, sia in configurazione mono che stereo.
Tre approcci per scegliere nella categoria subwoofer attivi: LD Systems Sub 88, dB Technologies SUB 612 e JBL IRX 115S
LD Systems Sub 88 A
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- Potenza: 150 W RMS
- Risposta in frequenza: 40 – 140 Hz
- SPL massimo: 115 DB
- Frequenza di crossover regolabile: 70 – 140 Hz
- Dimensioni: 600 X 250 x 350 mm
- Peso: 15 Kg
- Subwoofer attivo 2 x 8″ bass reflex
- Pannello per il collegamento dotato di ingresso XLR e jack
- Dimensioni compatte e peso contenuto, ideali per il trasporto frequente
- Fase commutabile e crossover regolabile per un’integrazione precisa con i satelliti
- Layout bandpass che restituisce un basso controllato e focalizzato
- Potenza contenuta rispetto ai modelli con woofer singolo di diametro maggiore
- Non pensato per coprire ambienti di grandi dimensioni o platee numerose
Il LD Systems Sub 88 A Nasce con un obiettivo preciso: garantire un’estensione verso il basso solida e controllata senza occupare lo spazio e il peso tipici dei subwoofer da club. La configurazione bandpass con due woofer da 8 pollici, custom e alloggiati in un mobile relativamente compatto, privilegia un basso incisivo e ben definito piuttosto che il classico impatto da grande formato.
Chi lo ha utilizzato per sonorizzare caffè, sale di prova e eventi intimi lo descrive come “un solido footprint – non un sub da club, ma una vera opzione solida quando portabilità e basso profondo compatto sono priorità per ambienti piccoli-medi”, un giudizio che coincide perfettamente con la filosofia costruttiva del prodotto. Il layout bandpass a due woofer conferisce all’alloggiamento un carattere di basse frequenze controllato e focalizzato, così da restituire un suono più incisivo che flaccido.
L’amplificatore interno in classe A/B eroga 150 W RMS Un valore da leggere nel contesto d’uso corretto: si tratta di un sub pensato per sale di piccole e medie dimensioni, per rinforzare satelliti attivi o passivi in configurazioni compatte, non per applicazioni da grande palco. La risposta in frequenza dichiarata, compresa tra 40 e 140 Hz, e la pressione sonora massima di 115 dB confermano questa vocazione.
DB Technologies SUB 612
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- Configurazione altoparlanti: Woofer da 12″ e tweeter da 2,5″
- Potenza: 600 Watt RMS / 1200 watt di picco
- Livello sonoro massimo: 129 DB
- Risposta in frequenza: 46 – 123 Hz
- Dimensioni (L x A x P): 360 X 550 x 525 mm
- Peso: 19,8 Kg
- Subwoofer attivo
- Amplificatore digitale di classe D
- Gestione crossover integrata su entrambi i canali, senza processore esterno
- Rapporto tra potenza erogata e peso complessivo molto favorevole
- Filettatura M20 che permette di montare direttamente un satellite sopra il sub
- La risposta in frequenza si ferma leggermente più in alto rispetto a modelli con woofer di diametro maggiore
- Il singolo woofer da 12 pollici può risultare limitante per superfici molto ampie
Il DB Technologies SUB 612 Si colloca in una fascia intermedia della produzione del marchio italiano e punta tutto su un equilibrio tra compattezza e potenza reale. Il woofer da 12 pollici, abbinato a un amplificatore in classe D, offre una spinta ben superiore rispetto al modello precedente pur mantenendo un peso ancora gestibile da un singolo operatore.
La scheda tecnica ufficiale del produttore conferma che il sub fornisce ottime prestazioni in termine di pressione sonora, fino a 129 dB, e precisione della riproduzione, nonostante una taglia compatta e il peso di soli 19,8 kg. Un dato che colloca questo subwoofer tra le opzioni più interessanti per chi deve sonorizzare locali di dimensioni medie senza appesantire troppo il furgone da trasporto.
Il vero punto di forza del SUB 612 è però l’elettronica di gestione integrata: le ottime prestazioni della serie permettono di creare sistemi PA con un solo sub e due diffusori full range, senza bisogno di elaborazioni esterne o crossover, grazie al segnale x-over separato per i canali sinistro e destro. In pratica puoi costruire un piccolo impianto stereo completo senza aggiungere un processore di gestione dedicato, un aspetto che semplifica non poco l’allestimento sul campo.
JBL IRX 115S
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- Potenza: 400 W RMS/1300 W di picco
- Risposta in frequenza: 35-147 Hz
- SPL massimo: 128 DB
- Frequenza di crossover regolabile: 80/100/120 Hz
- Ingressi: 2 Prese combo XLR/jack da 6,3 mm
- 2 Uscite: XLR
- Subwoofer attivo da 15″
- Cassa in legno
- Pressione sonora massima elevata, adatta a platee numerose
- Risposta in frequenza estesa fino a 35 Hz per un basso davvero profondo
- Doppia uscita XLR per il collegamento in cascata di satelliti o altri sub
- Peso e dimensioni notevoli, poco pratici per un trasporto quotidiano in solitaria
- Sovradimensionato per piccoli locali o eventi acustici raccolti
Quando la priorità diventa la pressione sonora reale su platee numerose, il JBL IRX 115S Rappresenta la scelta più naturale tra i tre modelli analizzati. JBL è un marchio che vanta una storia lunghissima nella progettazione di diffusori professionali per il live, e questo subwoofer da 15 pollici ne raccoglie l’eredità in un formato pensato per il noleggio e il touring di piccola e media scala.
Il woofer da 15 pollici, spinto da un amplificatore capace di erogare 400 W RMS Con picchi dichiarati di 1300 W, permette di raggiungere una pressione sonora massima di 128 dB. Si tratta di un valore che colloca l’IRX 115S in una fascia di utilizzo ben distinta rispetto ai due modelli precedenti, ideale per rinforzare basso e sub-basso su palchi medio-grandi o in ambienti con soffitti alti dove la dispersione dell’energia sonora è maggiore.
La risposta in frequenza, estesa da 35 a 147 Hz, restituisce un’escursione molto ampia verso il basso, particolarmente apprezzata in generi musicali con contenuto ritmico marcato come l’elettronica o l’hip hop dal vivo. Il crossover regolabile su tre punti fissi, 80, 100 o 120 Hz, semplifica l’accordatura con i diffusori full range senza richiedere un processore digitale esterno, mentre le due uscite XLR permettono di collegare in cascata ulteriori subwoofer o i satelliti a piena gamma.
Domande Frequenti (FAQ)
Qual è la differenza tra un subwoofer attivo e uno passivo?
Il subwoofer attivo integra al suo interno un amplificatore dedicato, quindi ti basta collegarlo a una sorgente di segnale per farlo funzionare. Il subwoofer passivo, invece, richiede necessariamente un finale di potenza esterno per essere pilotato correttamente.
È possibile collegare più subwoofer attivi tra loro?
Sì, nella maggior parte dei casi i subwoofer attivi dotati di uscita XLR, come quelli analizzati in questa guida, permettono il collegamento in cascata verso altri sub o verso i diffusori satellite, semplificando la distribuzione del segnale sul palco.
Che ruolo ha la frequenza di crossover in un subwoofer attivo?
La frequenza di crossover stabilisce il punto in cui il subwoofer smette di riprodurre il segnale, lasciando alle basse frequenze superiori il compito ai diffusori full range. Impostarla correttamente evita sovrapposizioni indesiderate e mantiene la coerenza timbrica dell’intero impianto.
Un subwoofer con woofer più grande è sempre la scelta migliore?
Non necessariamente: un diametro maggiore favorisce generalmente una pressione sonora più elevata e un’estensione verso il basso più marcata, ma comporta anche peso e dimensioni superiori. La scelta ideale dipende sempre dal contesto d’uso e dallo spazio disponibile per il trasporto e l’installazione.
Conclusioni
I tre subwoofer attivi analizzati in questa guida coprono tre esigenze concrete e ben distinte del mondo audio professionale. Chi lavora prevalentemente in ambienti piccoli e ha bisogno di massima praticità nel trasporto troverà nella configurazione compatta e nel layout bandpass una soluzione equilibrata, mentre chi desidera unire potenza reale a un peso ancora contenuto potrà contare su un’elettronica di gestione capace di semplificare l’allestimento di un impianto stereo completo.
Per chi invece deve sonorizzare palchi più ampi o eventi con un pubblico numeroso, la scelta si orienta naturalmente verso il modello con woofer di diametro maggiore e pressione sonora più elevata. In definitiva, non esiste un subwoofer attivo oggettivamente superiore agli altri: esiste, piuttosto, il modello più coerente con il tuo specifico contesto di lavoro, e questa guida ti offre gli strumenti tecnici per individuarlo con consapevolezza.