Bassi Mancini a 5 Corde: Confronto
Introduzione
Scegliere un basso mancino a 5 corde significa già partire con opzioni più ristrette rispetto a un destrimano, e quando si aggiunge la richiesta di una scala lunga, elettronica moderna e una costruzione pensata per il palco e per lo studio, il campo si restringe ulteriormente. Chi suona da tempo sa che alcune caratteristiche, come la spaziatura delle corde, il numero di tasti o la scelta tra elettronica attiva e passiva, incidono concretamente sulla mano e sul suono molto più di quanto un elenco di specifiche lasci intuire. Per questo motivo confrontare modelli reali, con dati verificati, aiuta a capire dove le differenze contano davvero.
In questa guida mettiamo a confronto dieci bassi mancini a 5 corde pensati per musicisti intermedi e avanzati, partendo da quanto documentato da produttori e rivenditori specializzati. L’obiettivo non è stabilire un vincitore assoluto, cosa che non avrebbe senso davanti a strumenti con impostazioni tanto diverse, ma darti gli strumenti per capire quali specifiche guardare con attenzione e come si traducono in scelte pratiche. Per un quadro più ampio sulla categoria puoi anche consultare la guida ai Bassi Elettrici Utile per inquadrare il contesto prima di entrare nei dettagli dei singoli modelli.
Criteri da valutare
Il primo criterio da considerare in un basso mancino a 5 corde è la lunghezza della scala, perché non tutti i modelli adottano la stessa misura. La maggior parte degli strumenti in commercio usa una scala lunga da 34 pollici, mentre alcuni costruttori preferiscono 35 pollici, in particolare per dare più tensione e definizione alla corda più grave. Esistono anche soluzioni multiscala, che combinano lunghezze diverse lungo la tastiera per bilanciare corde acute e gravi in modo differenziato. Nessuna di queste impostazioni è di per sé superiore alle altre: la scelta dipende da cosa cerchi in termini di tensione delle corde e di sensazione sotto le dita. Il secondo aspetto riguarda l’elettronica. Molti bassi a 5 corde di fascia intermedia e avanzata offrono un preamplificatore attivo con equalizzazione a più bande, spesso affiancato da una modalità passiva selezionabile tramite interruttore o funzione push/pull. Questa combinazione ti permette di avere un suono scolpito quando serve e un percorso più diretto quando preferisci affidarti all’amplificatore. Vale la pena controllare anche se il controllo dei medi agisce solo sul livello o se permette di selezionare la frequenza centrale, perché sono due funzioni diverse che alcuni produttori tendono a confondere nella comunicazione commerciale.
Un terzo criterio, spesso sottovalutato, è la configurazione meccanica: capotasto, spaziatura delle corde al ponte e numero di tasti. Un capotasto più stretto o più largo cambia la sensazione sotto la mano sinistra, mentre l’intercorda al ponte influisce sulla facilità di slap o fingerstyle sulla corda più grave. Il numero di tasti, che nei modelli qui confrontati varia tra 20 e 24, determina quanta estensione hai a disposizione nel registro acuto: chi suona molto in alto sulla tastiera troverà più comodo un basso a 24 tasti, mentre chi predilige un suono più tradizionale può trovare sufficienti 20 tasti. Anche la dotazione commerciale merita attenzione, perché non tutti i modelli includono una custodia rigida o una gigbag, e questo va messo in conto nel budget complessivo.
Come leggere il confronto
Nei moduli che seguono trovi ogni basso trattato con lo stesso schema: prima la card con le specifiche verificate, poi tre paragrafi che spiegano identità e costruzione, il significato pratico di quei dati e infine l’elettronica o l’aspetto più caratterizzante del modello. Questa struttura ripetuta è intenzionale: ti permette di confrontare gli stessi tipi di informazione da un prodotto all’altro senza dover ricostruire ogni volta il contesto. Alcuni dati, quando non erano verificabili con una fonte primaria per la variante esatta mancina, sono stati omessi piuttosto che stimati per analogia con altre finiture o configurazioni. Questo significa che, se in un modulo trovi meno specifiche rispetto a un altro, non è un caso di minore trasparenza del produttore, ma una scelta editoriale per non trasferire dati da una variante a un’altra quando la corrispondenza non è certa.
Ti consigliamo di prestare attenzione soprattutto a tre elementi mentre leggi i moduli: la combinazione tra scala e capotasto, che insieme definiscono la sensazione generale sotto la mano; il tipo di elettronica e la presenza o meno della commutazione attivo/passivo, che indica quanta flessibilità timbrica avrai a disposizione; e la dotazione dichiarata, per capire cosa arriva davvero nella confezione oltre allo strumento. Con questi tre punti in mente puoi orientarti tra i dieci modelli senza perderti nei dettagli minori.
🔍 Guide e Approfondimenti:
Modelli a confronto
10 Bassi mancini a 5 corde a confronto
Ibanez SR505AL-MHL
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- Orientamento: Modello per mancini
- Numero di corde: 5
- Corpo: Okoume
- Manico:, 5 Pezzi, SR5, acero tostato/noce
- Tastiera: Palissandro con intarsi ovali in abalone
- Scala: 864 Mm (34″); raggio 305 mm (12″)
- Tasti: 24 Tasti medium
- Pick-up: 2 Bartolini BH2 humbucker, al manico e al ponte; pickup dichiarati passive dal produttore
- Elettronica: Ibanez Custom Electronics 3-band EQ attivo con EQ bypass; in bypass il potenziometro Treble funziona come controllo di tono passivo
- Controlli e selettori: Volume, Balance, Bass, Middle, Treble; selettore a 3 vie delle frequenze medie
- Sezione elettronica versatile, con possibilità di passare a un funzionamento passivo.
- La spaziatura delle corde può essere adattata alle preferenze del bassista.
- Scala longscale da 864mm (34″) e 24 tasti, con accesso al registro alto del 5 corde.
- La custodia o la gig bag non sono incluse.
- L’elettronica attiva richiede la gestione di una batteria 9V.
- L’intercorda di 16.5mm va verificata se si preferisce una disposizione più ampia tra le corde.
L’Ibanez SR505AL-MHL è un basso elettrico solid body a 5 corde per mancini, costruito con un corpo in Okoume e un manico avvitato a cinque pezzi della serie SR5, in acero tostato e noce. La tastiera in palissandro con intarsi ovali in abalone poggia su una scala da 864 mm (34 pollici) con raggio di 305 mm, mentre i 24 tasti medium estendono la tastiera fino a un registro acuto piuttosto ampio per uno strumento di questa categoria. Il ponte MR5S gestisce le corde con un’intercorda di 16,5 mm, con una regolazione dichiarata di ±1,5 mm per sella.
La combinazione tra scala 34 pollici e 24 tasti rende questo basso adatto a chi vuole accedere a un registro acuto ampio senza passare a una scala più lunga di 35 pollici, come accade invece su altri modelli di questo confronto. L’intercorda compatta di 16,5 mm privilegia una disposizione più raccolta delle corde, un dettaglio che vale la pena verificare se sei abituato a bassi con spaziatura più ampia, perché richiede un periodo di adattamento per chi proviene da configurazioni diverse. La possibilità di regolare la spaziatura delle selle di ±1,5 mm offre comunque un margine di personalizzazione ergonomica non scontato in questa fascia.
Sul fronte elettronico, l’SR505AL-MHL monta due pickup Bartolini BH2 humbucker, uno al manico e uno al ponte, abbinati a un equalizzatore Ibanez Custom Electronics a 3 bande con controlli di Volume, Balance, Bass, Middle e Treble, più un selettore a 3 vie per la frequenza dei medi impostabile su 250 Hz, 450 Hz o 700 Hz. È presente anche un EQ bypass che, quando attivato, trasforma il potenziometro Treble in un controllo di tono passivo globale: una soluzione utile per chi vuole un’alternativa rapida al suono attivo senza rinunciare del tutto al controllo timbrico. Va tenuto presente che l’elettronica attiva richiede una batteria da 9V, e che la custodia non è inclusa nella confezione.
Marcus Miller M2 5 TBK 2nd Gen LH
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- Orientamento: Modello per mancini
- Numero di corde: 5
- Corpo: Mogano
- Manico: Canadian Hard Maple, cioè acero duro canadese
- Tastiera: Palissandro/Rosewood; Thomann specifica Dalbergia latifolia per la variante commerciale esatta
- Scala: 35 Pollici / 889 mm
- Tasti: 24 Tasti; la specifiche del modello della variante 637078 indica Medium Small, mentre Sire indica Medium
- Pick-up: Set di 2 humbucker Marcus Blue, configurazione HH
- Capotasto: 45 Mm; materiale PPS TUSK Black secondo Sire
- Elettronica: Preamplificatore Marcus Heritage-3 con modalità attiva/passiva, volume/tono su doppio potenziometro, pickup blender, alti, medi/frequenza media su doppio potenziometro e bassi
- La scala lunga da 889 mm è favorevole alla gestione della corda Si grave tipica di un basso a 5 corde.
- L’elettronica offre un’ampia possibilità di regolazione timbrica direttamente sullo strumento.
- La commutazione attivo/passivo offre una modalità di utilizzo alternativa al preamplificatore onboard.
- I 24 tasti estendono il registro disponibile rispetto ai bassi con tastiera più corta.
- La confezione non include né custodia morbida né custodia rigida.
- La scala da 889 mm e il capotasto da 45 mm possono risultare impegnativi per chi cerca una sensazione compatta o proviene da bassi a scala corta.
- Il pannello dei controlli è meno immediato rispetto a un basso con il solo volume e tono.
- In modalità passiva i controlli EQ onboard vengono bypassati.
Il Marcus Miller M2 5 TBK 2nd Gen LH è un basso elettrico solid body a 5 corde per mancini firmato Sire, con corpo in mogano e manico in Canadian Hard Maple dal profilo C-Shape. La tastiera in palissandro poggia su una scala da 889 mm, equivalente a 35 pollici, con raggio di circa 305 mm e un capotasto largo 45 mm in materiale PPS TUSK Black. I 24 tasti, descritti come Medium Small nella scheda della variante esatta, offrono un’estensione acuta paragonabile a quella dell’SR505AL-MHL, ma su una scala più lunga. La scelta di una scala da 35 pollici invece dei più diffusi 34 pollici è pensata per dare maggiore tensione e definizione alla corda Si grave, un aspetto che i costruttori di bassi a 5 corde spesso citano come motivazione per questa misura più lunga. Questo si traduce in una sensazione sotto la mano leggermente diversa rispetto ai modelli a scala 34 pollici di questo confronto, con un capotasto da 45 mm che comunque non è particolarmente stretto. Chi proviene da uno strumento a scala corta o da un basso a 4 corde con manico sottile dovrebbe considerare questo aspetto prima dell’acquisto.
L’elettronica del M2 5 è costruita attorno a un set di due humbucker Marcus Blue in configurazione HH, gestiti da un preamplificatore Marcus Heritage-3 con controlli di volume/tono su doppio potenziometro, blender dei pickup, alti, bassi e un doppio potenziometro per medi e frequenza media selezionabile. Un mini selettore a levetta permette di passare dalla modalità attiva a quella passiva, bypassando il preamplificatore quando serve un suono più diretto. Il pannello di controllo, però, richiede più familiarità rispetto a un basso con solo volume e tono, e la confezione non include né custodia rigida né gigbag.
Marcus Miller M6 Headless 5 BK LH
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- Orientamento: Modello per mancini
- Numero di corde: 5
- Corpo: Mogano
- Manico: Acero duro/mogano a 5 pezzi, costruzione avvitata
- Tastiera: Palissandro Edgeless con bordi arrotondati
- Scala: 838-889 Mm (33″-35″)
- Finitura e colore: Nero, hardware nero
- Larghezza del capotasto: 46 Mm circa; Sire indica 45,71 mm per la piattaforma
- Materiale del capotasto: GraphTech Tusq XL
- La scala multiscala da 838–889 mm (33″–35″) combina una lunghezza maggiore sulle corde basse con una scala più contenuta sulle corde acute.
- L’elettronica offre un controllo timbrico ampio e una modalità passiva di riserva.
- La custodia morbida è inclusa nella dotazione.
- In modalità passiva vengono bypassati il preamplificatore e l’equalizzazione integrati.
- La configurazione multiscala e senza paletta richiede un periodo di adattamento per chi proviene da un basso tradizionale.
- La geometria headless può rendere meno pratico appoggiare lo strumento a terra o su supporti non specifici.
- La dotazione comprende una custodia morbida, non una custodia rigida.
- La costruzione headless richiede supporti compatibili per l’appoggio e la gestione quotidiana.
Marcus Miller M6 Headless 5 BK LH Si distingue immediatamente per la costruzione senza paletta, headless, abbinata a una configurazione multiscala che copre un intervallo tra 838 e 889 mm (33-35 pollici). Il corpo è in mogano, il manico in acero duro e mogano a cinque pezzi con giunzione avvitata, mentre la tastiera in palissandro Edgeless con bordi arrotondati ha un raggio di 406 mm (16 pollici), decisamente più ampio rispetto agli altri modelli di questo confronto. Il capotasto misura circa 46 mm, con materiale GraphTech Tusq XL. La combinazione multiscala permette di avere una lunghezza maggiore sulle corde basse e una scala più contenuta su quelle acute, un compromesso che alcuni bassisti a 5 corde apprezzano per bilanciare tensione e suonabilità lungo tutta la tastiera. La costruzione senza paletta, però, richiede un periodo di adattamento per chi proviene da un basso tradizionale, e riscontri indipendenti segnalano anche che la geometria headless può rendere meno pratico appoggiare lo strumento a terra o su supporti non specifici, un dettaglio da considerare nella gestione quotidiana sul palco.
L’elettronica integra due pickup humbucker Marcus Pure-H, gestiti da un preamplificatore Marcus Heritage-3 con controlli di volume/tono, blender, acuti, medi con selezione della frequenza, bassi e un selettore di variazione dei pickup, oltre alla possibilità di commutare tra modalità attiva e passiva. Va sottolineato che, in modalità passiva, il preamplificatore e l’equalizzazione integrati vengono bypassati, riducendo il controllo diretto sul suono. Un punto a favore concreto è la custodia morbida inclusa nella dotazione, anche se non è presente una custodia rigida.
Marcus Miller P6-5 Sandblasted BK LH
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- Orientamento: Modello per mancini
- Numero di corde: 5
- Corpo: Mogano con top in frassino massello
- Manico: Manico in hard maple, profilo C, giunzione avvitata con piastra in acciaio a quattro viti
- Tastiera: Tastiera in hard maple con bordi arrotondati Edgeless™, radius 9,5 pollici (241 mm), dot inlays
- Scala: 34 Pollici (864 mm)
- Tasti: 20 Tasti medium da 2,4 mm
- Pick-up: Set Marcus Super-PJ Revolution: un single coil al ponte e uno split coil al manico
- Elettronica: Preamp Marcus Heritage-3 senza controllo della frequenza dei medi, con modalità attiva/passiva tramite push/pull sul controllo dei bassi
- Controlli: Volume/tono, blender, alti, medi e bassi; il controllo dei bassi integra la commutazione push/pull attivo/passivo. Il controllo dei medi regola il livello dei medi ma non seleziona la frequenza centrale.
- La sezione sonora è versatile grazie alla configurazione PJ, all’elettronica Marcus Heritage-3 e alla possibilità di passare dal funzionamento attivo a quello passivo.
- La scala longscale da 864 mm (34″) offre un’impostazione tradizionale per basso elettrico a 5 corde.
- La costruzione abbina corpo in mogano, top in frassino, manico avvitato in acero e tastiera in acero.
- La tastiera ha 20 tasti, quindi offre meno estensione verso l’acuto rispetto ai bassi a 24 tasti.
- La custodia rigida e la custodia morbida non sono incluse.
Il Marcus Miller P6-5 Sandblasted BK LH adotta un corpo in mogano con top in frassino massello, nella forma Marcus Miller Precision Shape con finitura sandblasted, cioè sabbiata. Il manico in hard maple con profilo C è avvitato con piastra in acciaio a quattro viti, mentre la tastiera, anch’essa in hard maple con bordi arrotondati Edgeless e raggio di 9,5 pollici (241 mm), monta 20 tasti medium da 2,4 mm. La scala è di 34 pollici (864 mm), con capotasto in osso da 46 mm. Con 20 tasti, questo modello offre meno estensione verso il registro acuto rispetto ai bassi a 24 tasti di questo confronto, come l’SR505AL-MHL o il Warwick RB Corvette $$. Si tratta di una scelta costruttiva coerente con l’impostazione Precision-style del modello, pensata più per un suono corposo nelle posizioni centrali della tastiera che per l’esplorazione del registro estremo. La scala da 34 pollici, comune a molti bassi a 5 corde, offre comunque un’impostazione tradizionale familiare a chi già conosce questo formato.
Il set di pickup Marcus Super-PJ Revolution combina un single coil al ponte e uno split coil al manico, una configurazione PJ che offre versatilità tra suoni più incisivi e più corposi. Il preamplificatore Marcus Heritage-3 è descritto dal produttore come privo di controllo della frequenza dei medi, il che significa che il controllo Middle regola solo il livello, non la frequenza centrale; la commutazione tra modalità attiva e passiva avviene tramite funzione push/pull sul controllo dei bassi. Anche in questo caso la custodia rigida e la gigbag non sono incluse nella confezione.
Marcus Miller V6-5 Sandblasted BK LH
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- Orientamento: Modello per mancini
- Numero di corde: 5
- Corpo: Mogano con top in frassino di palude massello
- Manico: Acero duro, avvitato con piastra in acciaio a quattro viti
- Tastiera: Palissandro con bordi arrotondati Edgeless™ e dot inlays
- Scala: Long scale da 34 pollici (864 mm)
- Tasti: 20 Tasti medium da 2,4 mm
- Pick-up: Set Marcus Super-J Revolution, configurazione J/J con due single coil
- Finitura e colore: Finitura Sandblasted, colore Black (BK)
- Preamplificatore ed elettronica: Marcus Heritage-3 attivo a 3 bande, con volume/tono, blender, controllo combinato alti/medi e bassi con push/pull per la modalità passiva
- La commutazione attivo/passivo amplia la flessibilità d’uso.
- La sezione pickup e controlli permette una regolazione timbrica articolata.
- La finitura Sandblasted rende visibile la venatura del top in frassino di palude.
- La custodia rigida e la gigbag non sono incluse.
- I 20 tasti limitano l’estensione nel registro acuto rispetto a un basso a 24 tasti.
- La geometria longscale con capotasto da 46 mm non è particolarmente compatta.
- La gestione dei suoni richiede più familiarità rispetto a un basso passivo con controlli essenziali.
Il Marcus Miller V6-5 Sandblasted BK LH condivide con il P6-5 la finitura sandblasted e il colore nero, ma adotta una forma Marcus Miller Jazz Shape con corpo in mogano e top in frassino di palude massello. Il manico in acero duro, avvitato con piastra in acciaio a quattro viti, ha profilo C e la tastiera in palissandro con bordi Edgeless ha un raggio di 9,5 pollici (241 mm). Anche qui la scala è di 34 pollici con capotasto in osso da 46 mm, e i 20 tasti medium da 2,4 mm limitano l’estensione acuta rispetto ai modelli a 24 tasti. La finitura sandblasted, in questo caso applicata a un top in frassino di palude, è pensata per valorizzare la venatura naturale del legno, un dettaglio estetico che si accompagna a una costruzione Jazz-style pensata per un suono diverso rispetto alla forma Precision del P6-5. La geometria longscale con capotasto da 46 mm non è particolarmente compatta, un aspetto da considerare per chi cerca un manico più stretto o proviene da bassi a scala corta.
Sul piano elettronico, il V6-5 monta un set Marcus Super-J Revolution con due single coil in configurazione J/J, gestiti da un preamplificatore Marcus Heritage-3 attivo a 3 bande con volume/tono, blender, un controllo combinato di alti/medi e bassi con funzione push/pull per la modalità passiva. Come nel P6-5, il preamplificatore è descritto come privo di una regolazione separata della frequenza centrale dei medi. La gestione dei suoni richiede quindi più familiarità rispetto a un basso passivo con controlli essenziali, e la custodia rigida e la gigbag non sono incluse nella dotazione.
Marcus Miller V7 Alder-5 BUR 2nd Gen LH
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- Orientamento: Modello per mancini
- Numero di corde: 5
- Corpo: Ontano nordamericano; forma New Marcus Miller Jazz Type
- Manico: Acero duro, finitura satinata, costruzione monopezzo, profilo C
- Tastiera: Ebano, raggio 9.5″ (241 mm), bordi rolled fretboard edges
- Scala: 34″ Long Scale
- Tasti: 20 Tasti
- Pick-up: 2 Marcus Super-J Revolution Jazz single coil, configurazione JJ
- Preamplificatore ed equalizzazione: Marcus Heritage-3 con controllo della frequenza centrale; controlli Volume/Tone Dual Pot, Pickup Blender, Treble, Middle/Middle Frequency Dual Pot e Bass
- Selezione modalità: Mini toggle per modalità attiva/passiva
- Elettronica flessibile per passare da una configurazione attiva a una passiva.
- Le batterie necessarie alla dotazione elettronica sono già fornite.
- La spaziatura non è particolarmente compatta.
- L’estensione verso il registro acuto è più limitata rispetto ai bassi con 24 tasti.
- Custodia, borsa, cavo e altri accessori non risultano documentati come inclusi.
Il Marcus Miller V7 Alder-5 BUR 2nd Gen LH utilizza un corpo in ontano nordamericano nella forma New Marcus Miller Jazz Type, abbinato a un manico in acero duro con finitura satinata, costruzione monopezzo e profilo C. La tastiera in ebano, con raggio di 9,5 pollici (241 mm) e bordi arrotondati, monta 20 tasti su una scala 34 pollici Long Scale con capotasto in osso da 46 mm. L’hardware è cromato e la finitura Burgundy è accompagnata da un battipenna Tortoise. La scelta dell’ebano per la tastiera, al posto del palissandro o dell’acero visti in altri modelli di questa gamma, è una caratteristica distintiva della linea V7 rispetto alla P6 e alla V6. Con capotasto da 46 mm e intercorda al ponte di 18 mm, questo basso non offre una spaziatura particolarmente compatta, un dettaglio da verificare per chi predilige un manico più stretto o una disposizione ravvicinata delle 5 corde.
L’elettronica si basa su due pickup Marcus Super-J Revolution Jazz single coil in configurazione JJ, con preamplificatore Marcus Heritage-3 che, a differenza dei modelli P6-5 e V6-5 di questa gamma, include un controllo della frequenza centrale tramite i controlli Volume/Tone Dual Pot, Pickup Blender, Treble, Middle/Middle Frequency Dual Pot e Bass. Un mini toggle gestisce la modalità attiva/passiva e la confezione include già due batterie da 9V per l’alimentazione, un dettaglio pratico non scontato in questo confronto. Non risultano invece documentati accessori come custodia o cavo.
Marcus Miller V7 5 New Gen TS LH
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- Orientamento: Modello per mancini
- Numero di corde: 5
- Corpo: Ontano nordamericano
- Manico: Acero duro, avvitato con piastra in acciaio a quattro viti
- Tastiera: Ebano con bordi smussati o arrotondati
- Scala: 34 Pollici (864 mm)
- Tasti: 20 Tasti medium da 2,4 mm in acciaio inossidabile
- Pick-up: Set Marcus Super-J Revolution, due single coil in configurazione J
- Finitura: TS, Tobacco Sunburst
- Inlays: Blocchi bianchi madreperlati
- Ampia flessibilità timbrica tra modalità attiva e passiva
- Tasti progettati per una maggiore durata e bordi della tastiera più confortevoli
- Hardware New Gen orientato a un bilanciamento più gestibile
- La dotazione non include una custodia
- Estensione acuta limitata a 20 tasti
Il Marcus Miller V7 5 New Gen TS LH condivide con il V7 Alder-5 BUR la scelta della tastiera in ebano, qui con bordi smussati o arrotondati e intarsi a blocchi bianchi madreperlati, oltre a un binding IV 1-ply in tonalità avorio o panna. Il corpo è in ontano nordamericano, il manico in acero duro con profilo C-Shape New Gen è avvitato con piastra in acciaio a quattro viti. La scala è di 34 pollici (864 mm) con raggio 9,5 pollici (241 mm) e capotasto in osso naturale largo 46 mm; i 20 tasti medium da 2,4 mm sono realizzati in acciaio inossidabile. L’uso di tasti in acciaio inossidabile, rispetto ai tasti medium standard di altri modelli Marcus Miller in questo confronto, è associato dal produttore a una maggiore resistenza all’usura nel tempo, oltre a una sensazione più scorrevole grazie ai bordi Edgeless della tastiera. Con 20 tasti, l’estensione acuta resta comunque limitata rispetto ai bassi a 24 tasti di questa gamma, un fattore da considerare se il tuo stile richiede un accesso frequente alle posizioni più alte.
L’elettronica combina un set Marcus Super-J Revolution con due single coil in configurazione J, gestiti da un preamplificatore con controlli di Volume/Tone, Balance, Treble, Middle/Frequency e Bass, oltre alla commutazione tra modalità attiva e passiva. Le meccaniche Premium Lightweight aperte sono pensate per contenere il peso in testa alla paletta, un aspetto che contribuisce a un bilanciamento più gestibile rispetto a bassi di tipo Jazz con meccaniche più pesanti. Anche in questo caso, la dotazione non include una custodia.
Sadowsky MetroExp21 HybPJ5 RM LH BK
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- Orientamento: Modello per mancini
- Numero di corde: 5
- Corpo: Okumè
- Manico: Acero tostato
- Tastiera: Acero tostato
- Scala: 864 Mm (34″)
- Tasti: 21 Tasti in argento nichelato, 2,4 x 1,3 mm
- Pick-up: Pickup P-style Sadowsky passivo al manico e pickup J-style Sadowsky passivo, privo di ronzio, in posizione anni ’60 al ponte
- Costruzione e legni: Corpo in okumè; manico avvitato in acero tostato; tastiera in acero tostato
- Elettronica e controlli: Elettronica Sadowsky attiva a 2 vie, boost-only; controlli volume, balance, treble e bass; funzione push/pull sul controllo bass per il bypass del preamplificatore
- Configurazione PJ con ampia flessibilità timbrica
- Il pick-up J-style è progettato per ridurre il ronzio nella posizione anni ’60
- Cambio corde e accesso all’elettronica più pratici
- Dotazione iniziale completa per trasporto e regolazioni di base
- Il peso massimo dichiarato di 4,8 kg può risultare impegnativo in uso prolungato
- La tastiera a 21 tasti offre meno estensione acuta rispetto a un basso a 24 tasti
- La confezione non include una custodia rigida
- Capotasto e intercorda richiedono una verifica ergonomica per chi preferisce un manico stretto
Il Sadowsky MetroExp21 HybPJ5 RM LH BK si distingue in questo confronto per l’uso dell’acero tostato sia sul manico sia sulla tastiera, abbinato a un corpo in okumè e una finitura Solid Black lucida. La scala è di 864 mm (34 pollici) con raggio della tastiera di 12 pollici, mentre il capotasto Sadowsky Just-A-Nut III misura 47,5 mm di larghezza, ospitando 21 tasti in argento nichelato da 2,4 x 1,3 mm. L’intercorda al ponte è di 18 mm, con una distanza di 72 mm dalla corda più spessa alla più sottile. Con 21 tasti, questo modello si posiziona a metà tra i bassi a 20 tasti come i vari modelli P6 e V6, e quelli a 24 tasti come l’Ibanez SR505AL-MHL, offrendo un compromesso intermedio sull’estensione acuta. Il capotasto da 47,5 mm è il più largo tra i modelli qui confrontati, un dato che va verificato con attenzione da chi ha mani piccole o predilige un manico più stretto.
L’elettronica combina un pickup P-style Sadowsky passivo al manico e un pickup J-style Sadowsky passivo, privo di ronzio, in posizione anni ’60 al ponte. La sezione elettronica attiva a 2 vie, boost-only, offre controlli di volume, balance, treble e bass, con una funzione push/pull sul controllo bass che permette di bypassare il preamplificatore per un funzionamento passivo. Il ponte con sistema quick release semplifica il cambio corde, mentre il Sadowsky Quick Access Compartment rende più agevole l’accesso al vano batteria e all’elettronica. La dotazione comprende PortaBag, Fretboard Protector e un set di chiavi esagonali, ma il peso massimo dichiarato di 4,8 kg può risultare impegnativo in uso prolungato, e la custodia rigida non è inclusa.
Sterling by Music Man S.U.B. Sting Ray5 CH Blue LH
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- Orientamento: Modello per mancini
- Numero di corde: 5
- Corpo: Jabon
- Manico: Acero duro, avvitato con schema a 6 viti
- Tastiera: Acero duro con segnatasti a punti neri
- Scala: 864 Mm (34″)
- Tasti: 22 Tasti Medium
- Pick-up: Configurazione H: 1 humbucker ceramico in posizione ponte
- Modello e codice produttore: ST-RAY5LH-CHB-M1
- Larghezza al capotasto: 45 Mm (1,77″)
- L’elettronica attiva offre un controllo diretto di volume, alti e bassi.
- Adotta una scala da 864 mm (34″) con 22 tasti.
- L’equalizzazione non dispone di un controllo dei medi.
- Il capotasto da 45 mm può risultare poco adatto a chi preferisce un manico stretto.
Lo Sterling by Music Man S.U.B. Sting Ray5 CH Blue LH adotta un corpo in Jabon e un manico in acero duro avvitato con schema a 6 viti, con tastiera anch’essa in acero duro e segnatasti a punti neri. La scala è di 864 mm (34 pollici), con capotasto largo 45 mm e una larghezza al 22° tasto di 69 mm; i 22 tasti medium collocano questo modello in una posizione intermedia rispetto ai 20 tasti dei bassi Marcus Miller P6 e V6 e ai 24 tasti dell’Ibanez SR505AL-MHL e del Warwick Corvette $$. Il corpo in Jabon e la costruzione StingRay, un’impostazione riconoscibile nella famiglia Music Man, si accompagnano a un capotasto relativamente stretto di 45 mm, una misura che può risultare più familiare a chi proviene da bassi a 4 corde o predilige un manico compatto. La combinazione di 22 tasti su scala 34 pollici offre un buon compromesso tra estensione acuta e un formato di tastiera piuttosto contenuto rispetto ad altri modelli di questo confronto.
Sul piano elettronico, questo basso monta un solo pickup humbucker ceramico in posizione ponte, configurazione H, abbinato a un preamplificatore attivo a 2 bande con controlli di volume, alti e bassi. Si tratta di un’impostazione più essenziale rispetto alla maggior parte degli altri modelli di questo confronto, che offrono equalizzazioni a 3 bande o controlli combinati per i medi: qui l’equalizzazione non dispone di un controllo dedicato ai medi, quindi eventuali interventi su quella gamma andranno affidati all’amplificatore o a un equalizzatore esterno. Il preamplificatore richiede una batteria da 9V per il funzionamento.
Warwick RB Corvette $$ LH 5 NB TS
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- Orientamento: Modello per mancini
- Numero di corde: 5
- Corpo: Frassino massello in 2 pezzi
- Manico: Acero laminato a 4 strati con strisce di impiallacciatura nera, costruzione bolt-on
- Tastiera: Wengé, raggio 660 mm (26″)
- Scala: 864 Mm (34″ Long Scale)
- Tasti: 24 Tasti Jumbo in lega titanio-ottone, con Invisible Fretwork Technology
- Pick-up: 2 Pickup humbucker MEC MM-style passivi
- Capotasto: Warwick Just-A-Nut III in Tedur, larghezza 45,0 mm
- Elettronica e controlli: Elettronica attiva a 2 bande; Volume, Balance, Treble e Bass
- Pickup passivi MEC MM-Style abbinati a elettronica attiva RockBass a 2 bande.
- Dotazione utile per manutenzione e trasporto immediati.
- Costruzione del manico orientata alla regolazione e al rinforzo.
- Riscontri positivi su manico, tasti e regolazione iniziale.
- Peso elevato e possibile bilanciamento impegnativo.
- La custodia inclusa è morbida e non è presente una custodia rigida.
- L’equalizzazione integrata è limitata a due bande e non offre un controllo dedicato dei medi.
- Sono stati segnalati problemi non uniformi di corde e regolazione.
- Il cambio corde può risultare poco pratico.
Il Warwick RB Corvette $$ LH 5 NB TS si distingue in questo confronto per l’uso del wengé sulla tastiera, un legno non presente su nessun altro modello qui trattato, con un raggio piuttosto ampio di 660 mm (26 pollici). Il corpo è in frassino massello a 2 pezzi, mentre il manico in acero laminato a 4 strati con strisce di impiallacciatura nera è costruito con giunzione bolt-on. La scala è di 864 mm (34 pollici Long Scale), con capotasto Warwick Just-A-Nut III in Tedur largo 45 mm, e i 24 tasti Jumbo in lega titanio-ottone, con Invisible Fretwork Technology, riportano questo modello al gruppo dei bassi con maggiore estensione acuta insieme all’Ibanez SR505AL-MHL. Il raggio della tastiera di 660 mm è nettamente più piatto rispetto a tutti gli altri modelli di questo confronto, una caratteristica che alcuni bassisti associano a un’azione delle corde più uniforme su tutta l’ampiezza del manico, soprattutto quando si suona con tecniche come lo slap che richiedono libertà di movimento senza intoppare le corde adiacenti. Il ponte Warwick 2-piece solid brass 3D imposta un’intercorda di 16,5 mm e una distanza B-G di 66 mm, valori che vanno confrontati con attenzione se stai passando da un altro basso a 5 corde con spaziatura diversa.
L’elettronica attiva a 2 bande offre controlli di Volume, Balance, Treble e Bass tramite due pickup humbucker MEC MM-style passivi, un’impostazione che, come nello Sterling StingRay5, non prevede un controllo dedicato dei medi. La dotazione include una custodia morbida e una chiave a brugola per il truss rod, un dettaglio pratico per la manutenzione di base. Va però considerato che il peso dello strumento, secondo riscontri raccolti può risultare importante e incidere sul bilanciamento durante un uso prolungato in piedi, e che alcune recensioni segnalano anche difficoltà nella sostituzione delle corde legate a meccaniche percepite come rigide.
Domande Frequenti (FAQ)
Quali criteri conviene controllare per primo in un confronto tra bassi mancini a cinque corde?
Conviene partire dalla lunghezza della scala e dal tipo di elettronica, perché sono gli elementi che più influenzano la sensazione sotto la mano e la flessibilità del suono. Subito dopo vale la pena controllare capotasto, intercorda al ponte e numero di tasti, tre dati che insieme definiscono l’ergonomia complessiva dello strumento. Infine, è utile verificare cosa è effettivamente incluso nella confezione, dato che non tutti i modelli offrono una custodia rigida o una gigbag di serie.
Quali differenze documentate tra i modelli possono cambiare la scelta?
Tra i dieci modelli confrontati, le differenze più rilevanti riguardano la scala, che varia da 34 pollici nella maggior parte dei casi fino a 35 pollici nel Marcus Miller M2 5 o alla soluzione multiscala 33-35 pollici del Marcus Miller M6 Headless; il numero di tasti, compreso tra 20 e 24; e il tipo di elettronica, che spazia da configurazioni essenziali a 2 bande, come nello Sterling StingRay5 e nel Warwick Corvette $$, fino a preamplificatori più articolati con controllo di frequenza media, come nel Marcus Miller V7 Alder-5. Anche la costruzione headless del Marcus Miller M6 rappresenta una differenza sostanziale rispetto agli altri modelli, tutti dotati di paletta tradizionale.
Come vanno interpretate scala, manico, tastiera e numero di tasti senza confondere modelli diversi?
Ogni combinazione di scala, capotasto e numero di tasti va letta come propria del singolo modello, senza dare per scontato che caratteristiche simili tra due bassi della stessa famiglia, come i vari Marcus Miller di questo confronto, si traducano automaticamente nella stessa sensazione d’uso. Ad esempio, il Marcus Miller P6-5 e il V6-5 condividono scala, capotasto e numero di tasti, ma differiscono per forma del corpo e configurazione dei pickup, mentre il V7 Alder-5 e il V7 New Gen condividono l’ebano in tastiera ma differiscono per dettagli come il materiale dei tasti. Vale sempre la pena controllare la scheda del modello esatto che stai valutando, piuttosto che generalizzare da un basso simile della stessa gamma.
Come scegliere tra i modelli quando una specifica o una dotazione non è verificabile per la variante esatta?
Quando una specifica non risulta verificata per la variante mancina esatta, come accade in alcuni casi per peso, calibro delle corde di fabbrica o dettagli minori di dotazione, la scelta più prudente è affidarsi solo ai dati confermati per quel preciso modello e non presumere che coincidano con quelli di varianti destre o di altre finiture della stessa famiglia. In pratica, se un dato ti interessa particolarmente, come il peso per un uso live prolungato, conviene verificarlo direttamente prima dell’acquisto.
Conclusioni
Nessuno dei dieci modelli qui trattati si impone come scelta universale, perché rispondono a esigenze diverse: l’Ibanez SR505AL-MHL e il Warwick RB Corvette $$ offrono 24 tasti e un’elettronica articolata per chi cerca estensione acuta e controllo timbrico ampio; i Marcus Miller P6-5 e V6-5 privilegiano un’impostazione a 20 tasti con preamplificatore Heritage-3 senza sweep dei medi, adatta a chi preferisce un suono più diretto nelle posizioni centrali; il V7 Alder-5 e il V7 New Gen aggiungono la tastiera in ebano e, nel caso del V7 Alder-5, un controllo di frequenza media più completo; il Marcus Miller M2 5 punta su una scala da 35 pollici per chi cerca più tensione sulla corda grave, mentre il Marcus Miller M6 Headless propone una costruzione senza paletta e multiscala per chi è disposto ad affrontare un periodo di adattamento in cambio di un formato più compatto in verticale. Il Sadowsky MetroExp21 si distingue per l’acero tostato e una configurazione Hybrid PJ pensata per versatilità timbrica, lo Sterling StingRay5 propone un’impostazione più essenziale con un solo humbucker e un capotasto stretto, e il Warwick Corvette $$ resta l’unico con tastiera in wengé e raggio molto piatto. La scelta più sensata resta quella di ripartire dai criteri di scala, elettronica ed ergonomia illustrati in apertura e verificarli uno per uno sul modello che più si avvicina alle tue esigenze reali di suono e di utilizzo.